SM.C: Stai registrando?
P.H.: Si
M.C: Sei una giornalista
perfetta!
P.H.: Io faccio foto, riprese
filmate, interviste interamente
da sola, è una mia scelta.
M.C.: (sorridendo) sei uno
strumento dell'Eterno!
L.P.: Paola è indistruttibile!
P.H.: Sto registrando perchè con
Lavivia abbiamo fatto un patto..
M.C.: Col diavolo?
P.H.: No, non lo conosco.
M.C.: Io invece sì, lo conosco.
Hai paura di conoscere il
diavolo?
P.H.: No, ma non voglio
dedicargli del tempo.
M.C.: Ogni volta che ci
guardiamo allo specchio vediamo
il diavolo!
P.H.: Lavinia farà il servizio
in italiano, io in inglese.
L.P.: Io sono venuta oggi per
conoscerti e per una mia
crescita personale.
P.H.:Riceverai comunque qualcosa
da questo incontro, ma dovrai
anche dare!
M.C.: Quando c'è qualcosa da
dare non è necessario pensare di
dover dare, si dà. E' una cosa
istintiva, non bisogna
costringersi a dare. C'è
un'altra cosa, volevo terminare
il concetto. Il diavolo, che tu
temi molto, è soltanto la
proiezione del nostro alter ego.
P.H.: Io sono abituata a
collegare il diavolo con il
cattolicesimo.
M.C.: Quando si modificherà la
conoscenza degli esseri umani ci
sarà soltanto una scelta: la
follia o la luce accecante da
una visione completamente nuova
perchè noi non conosciamo ancora
nulla e tutto quello che
crediamo di conoscere è falso.
Questo scrivilo pure.
P.H.: Sì, lo so. E' difficile
camminare in questo spazio!
M.C.: Non esiste nel cosmo una
forza più distruttiva della
proiezione del nostro alter ego.
Noi siamo i creatori e al
contempo i distruttori. Siamo
noi che abbiamo creato questo
mondo, lo sai?
P.H.: Con la nostra energia? Con
la nostra mente?
M.C.: Siamo noi che abbiamo
creato le cose che vediamo ogni
giorno, che tocchiamo, che
crediamo essere lì. E' una
visione completamente nuova.
Forse, invece, l'uomo intuisce
queste cose. Un tempo,
nell'antichità, l'uomo intuiva
molto, almeno di queste cose.
Sapeva di essere legato, di
essere tessuto in maniera
determinante all'universo che
stava vivendo e continuava a
vedere la creazione come un
aspetto magico, una proiezione
magica. Quest'uomo ha perso
questo, ha perduto la realtà
magica e quindi non conosce più
nè il mondo, nè l'universo, e
neanche se stesso.
P.H.: Non posso parlare per gli
altri ma, da quando ero piccola,
sentivo che questa non era la
mia casa e non mi sono mai
riconosciuta come tale ma,
vorrei dire che il gioco del
vivere e di sposarsi, di avere
figli, di fare la casalinga,
l'insegnante in un liceo come ho
fatto io, è stato un gioco che
mi ha fatto crescere e che fà
parte di un programma. Ma quando
quardo la televisione, ascolto
le notizie e osservo ciò che
accade intorno a me, non mi ci
riconosco, mi sento un'estranea!
L.P.: Sarebbe preoccupante!
P.H.: Non posso nemmeno
immaginare quello che sta
succedendo intorno a noi. Sono
consapevole che lo abbiamo
creato e mi rendo conto che
siamo malati di testa!
M.C.: Vedi, l'umanità ha subìto
uno shock, un trauma fortissimo,
l'uomo, l'umanità intera, si è
allontanata dalla magia divina
della creazione ed è precipitata
nella consapevolezza illusoria,
ha perduto il senso della vita e
cerca di dare un senso alla
vita. Questo può sembrare un
concetto banale ma non è così.
P.H.: No!
M.C.: L'uomo cerca di dare ogni
giorno un senso alla vita perchè
ha perduto il senso della vita.
Il senso della vita è molto
semplice: la vita basta a se
stessa.
P.H.; Io conosco questo concetto
in inglese. Tu non ci crederai
ma queste erano le parole del
figlio di Michael Wolf. Ti ho
detto che gli assomigliavi! Mio
Dio! Diceva: il senso della vita
è solo la vita stessa.
M.C.: E non c'è altro senso.
L.P.: Ma perchè, cioè cosa è
successo per cui noi alla fine
ci siamo distaccati e magari
eventuali civiltà aliene no?
M.C.: A noi è capitata l'umanità
terrestre. E' avvenuto in un
impeto di presunzione e di
orgoglio quello che poi,
egoisticamente...
P.H.: La caduta?
M.C.: Di crederci, l'umanità,
allora, si era credutra
all'altezza, la migliore
umanità, quella perfetta, ma
così non era.
Quest'orgoglio, questa
presunzione non gli ha permesso
di continuare a guardare la luce
dalla quale era scaturita perchè
siamo tutti figli dello
stesso... La vita sulla Terra è
stata importata, noi siamo
usati, siamo stati manipolati.
La manipolazione aliena non è un
meccanismo degli ultimi tempi.
Noi siamo i figli dei Creatori.
P.H.: Noi siamo alieni.
M.C.: Noi siamo già alieni,
siamo impastati.
P.H.: Noi siamo Dei.
M.C.: Quello che sta succedendo
è solo la continuazione del
programma e, durante questo
processo l'umanità si è
inorgoglita, ha pensato di poter
fare a meno della luce di quella
che, religiosamente, si chiama
Verità.
Io ne parlo, insomma, accenno a
questa cosa; poi, forse, se
questo sarà possibile, amplierò
la questione nel secondo libro.
Ora ho solo accennato a questo
disastro, a questa apocalisse
cosmica. Il sole di allora, che
era Giove, venne scalzato,
nacque un nuovo Sistema Solare,
sorse un sole nuovo che gli
egiziani chiameranno Ra, il Sole
che Vive. Quindi c'è stata una
distruzione apocalittica.
Quell'umanità, a causa di queste
durissime prove, perse la
memoria e la coscienza e
rinacque con brandelli di sapere
atavico che oggi sono percepiti
soltanto nel sogno. Da questo
sono scaturite le religioni, i
miti e le leggende, da questo
sapere antico che l'umanità non
possiede più.
Questa è la perdita di...quella
Grazia Divina nella quale l'uomo
viveva quando usava
completamente i due emisferi
cerebrali, il sinistro e il
destro. A grandi linee è stata
una ribellione.
P.H.: Nella cultura occidentale
prevale il pensiero scientifico
cartesiano logico. C'è
l'annullamento dell'emisfero
destro. Tra i nativi americani
c'è tutta un'altra cultura, loro
usano il lato destro dove si
trova la verità.
M.C.: Infatti, pensa che i
nativi americani hanno
continuato a recuperare perchè
anche loro, come gli Incas, i
Maya, i Toltechi, hanno
continuato a recuperare
attraverso quella che era la
tradizione orale, hanno
continuato e recuperare il sogno
dei propri avi: Quindi, pur
vivendo in questa dimensione,
non l'hanno mai reputata reale.
Loro sono ancora un popolo
magico. Ma noi abbiamo paura
della magia perchè quando
parliamo di magia parliamo ormai
di qualcosa di negativo.
P.H.:E' tutta colpa della
Chiesa.
M.C.: E' colpa della perdita di
memoria ancestrale perchè, vedi,
quanto tu hai detto è esatto. A
me risulta, però, che il
problema non deriva
dall'eliminazione della parte
destra. Essa è stata, in realtà,
inibita dai Creatori stassi che
hanno interrotto la
trasmissibilità di questa
capacità a livello di DNA. Noi
non potremmo in nessun caso
usare la parte destra..
P.H.: Ma chi l'ha fatto?
M.C.: I Creatori, gli Alieni
P.H.: L'hanno fatto?
M.C.:Sì, perchè eravamo
diventati troppo pericolosi a
causa di quell'atto di orgoglio.
Avevamo la conoscenza ma non
avevamo la saggezza. L'uomo era
diventato pericoloso quindi è
un'interruzione voluta. E'
banale, ma è come se tu
affidassi un fucile carico ad un
bambino. Se sei saggio non lo
farai e toglierai il fucile
dalla portata del bambino. Loro
hanno tolto, hanno inibito
questo segmento di DNA. Anche la
scienza dice che il nostro DNA è
carente; manca qualcosa e sono
stati Loro a disattivarlo.
P.H.: A tutti?
M.C.: Di massima, l'hanno
disattivato all'umanità in
tempo. Infatti, se ci venisse
data la Verità, se potessimo
guardare oltre l'illusione,
impazziremmo perchè la Verità è
un fuoco che brucia. Questo tu
lo sai, i Nativi americani lo
sanno.
Ecco perchè il processo di
allargamento della coscienza è
individuale e non può essere
collettivo. E' come se fossimo
sottoposti ad una ennesima
prova. Se riusciamo, attraverso
la volontà ad arrivare ad un
certo punto...adesso molti
saranno i cambiamenti che stanno
per giungere e tra non molto
sarà di nuovo attivato il
completo funzionamento del
nostro DNA perchè il codice
genetico si dovrà mutare per
poter sopravvivere in una
dimensione nuova.
L.P.:Sì, perchè io, da
ambientalista, la vedo brutta
qui. Anche da pacifista, molto
brutta. Comunque chi,- anche se
non mi piace dividere le persone
tra più elevate, coscienti o
meno- però chi, magari, ha una
sensibilità verso determinate
cose, cioè la pace etc, ci sta
male in questo mondo.
M.C.: Neanche a me piace,
infatti l'ho detto prima, non mi
sento nè prescelto nè superiore
agli altri, però mi sento
diverso, migliore o peggiore non
lo so, ma mi sento, in ogni
caso, diverso e desideroso di
conservare questa mia
differenza, questa diversità.
Qualcuno mi reputa folle, può
anche darsi che lo sia, ma amo
questa follia perchè ho iniziato
a comprendere....a cambiare la
mia esistenza, tornare indietro
nel tempo anche se non ho mai
vissuto, come dicevi tu
poc'anzi, amalgamandomi col
mondo, nemmeno da bambino. Mi
sentivo un pesce fuor d'acqua,
mi sentivo in un mondo...sin da
bambino non capivo la logica
degli adulti, non comprendevo i
discorsi degli adulti; vedevo
gli adulti che si scannavano per
risolvere un problema che per
me, nella mia mente da bambino,
era già risolto. Naturalmente è
stata una crescita molto lenta,
a fasi alterne, sempre dolorosa
perchè anche da bambino mi
estraniavo dai coetanei e non mi
sentivo bene, non stavo bene con
gli altri, quindi questa
differenza c'è sempre stata, fin
dall'inizio. E'diventata poi una
differenza cosciente. Ho preso
coscienza del perchè di tante
cose, del perchè rifiutassi
l'educazione scolastica, del
perchè, quando mi si diceva che
gli egiziani avevano costruito
le piramidi io, istintivamente,
sapessi che non era vero. Non
avevo risposte, non potevo
fornire una risposta alternativa
e contraddire quegli assurdi
precetti, ma sapevo che erano
falsi.
P.H.: Sei stato allevato con una
fede?
M.C.: Sì. i miei genitori erano
cattolici e mi mandavano
all'oratorio. Ho fatto il
Battesimo perchè mi hanno
battezzato senza chiedermelo. Ho
fatto la Comunione ma, quando è
arrivato il momento di fare la
Cresima, ho rifiutato, anche se
non sapevo bene perchè. Poi mi
sono sposato senza Cresima, il
sacerdote non voleva sposarmi,
voleva procedere prima alla
Cresima e io dissi: "Allora non
mi sposo". e mi ha sposato senza
Cresima. Mi sono sposato senza
avere questo sacramento. C'era
già una diversità. Era,
comunque, una diversità non
compresa, era larvale, latente.
Poi, piano piano, dopo l'81 c'è
stata una presa di coscienza.
C'è stata la prima volta che mi
sono guardato allo specchio,
dopo l'81, e non ho più visto il
mio volto, non mi sono
riconosciuto... comunque non lo
dico con spirito di compassione
nei miei confronti perchè,
ripeto, oggi rifarei tutto ciò
che ho vissuto. Ieri ho dubitato
di queste entità, continuavo a
metterle in discussione, forse
questo mi ha salvato dalla
follia. Cercavo di arrampicarmi,
di aggrapparmi a qualche cosa di
solido perchè Loro sono entrati
nella mia vita polverizzando
tutto ciò che sembrava, che io
credevo fosse, reale. Mi hanno
tolto la terra da sotto i piedi,
mi hanno denudato, spogliato,
scorticato e li ho odiati e,
mentre li odiavo, senza saperlo
cominciavo ad amarli. Non è un
problema per me anche se...Paola
ha detto una cosa giusta: "Le
fotografie avranno senso",
certo, avranno un senso forse,
ma non per tutti.
L.P.: Per gli altri! Cioè per me
che, dall'esterno, leggo e
ascolto un'esperienza...comunque
l'emozione di vedere delle foto
come questa o anche le astronavi
di luce è tutt'altra cosa...ti
trasmettono qualche cosa, perchè
mentre si legge è sempre
l'intelletto che rielabora, però
non è paragonabile all'emozione
che dànno le foto...Io ho visto
sul sito le astronavi di luce e
qualcosa mi hanno
comunicato...l'impatto è stato
qualcosa di grandioso...insomma,
ci sono rimasta di sasso.
M.C.: Questo è il motivo per cui
mi hanno fatto fotografare e
continuano a farmi fotografare.
Io la prima foto la chiesi per
me stesso. In un secondo
contatto, quando mi prelevarono
per la seconda volta, io avevo
bisogno di una qualche prova
materiale, altrimenti sarei
impazzito perchè, quando tornavo
a casa, quando mi lasciavano, io
non credevo più a nulla. Mi
stava sfuggendo di mano la
realtà quotidiana che avevo
avuto fino al giorno prima.
Quest'altra realtà non riuscivo
ancora a comprenderla e mi sono
trovato senza supporti.. Ho
tentato di parlare a delle
persone, ho tentato di
raccontare perchè avevo bisogno
di sfogarmi, di cercare aiuto,
avevo bisogno di aiuto. E ho
visto sguardi di sufficienza;
qualcuno mi guardava e diceva
:"Questo qui è malato!." Ciò ti
porta a nasconderti, a tacere e
questo mi faceva ancora più
male. Quindi ho chiesto a Loro
di poter portare a casa qualcosa
che, anche a distanza di giorni
dall'accaduto, potesse dire al
mio cervello:" Non stai
impazzendo perchè qui c'è una
foto che testimonia che non è
stato tutto un sogno." Ho fatto
una foto e l'ho portata a casa.
Se avessi visto che la foto era
nera e che non era venuto fuori
nulla dallo sviluppo avrei
capito che la mia follia era
ormai galoppante. Per questo ho
chiesto a Loro di poterli
fotografare e mi hanno fatto
fotografare nella base in cui
sono stato portato.
P.H.: Nel Mar Tirreno?
M.C.: No, tu devi leggere il mio
libro.
P.H.: Sì, lo so, ma non ce l'ho.
Non ne conoscevo nemmeno
l'esistenza, nè sapevo dove
trovarlo.
M.C.: Te l'ho dato ieri sera.
P.H.: (ridendo) Come facevo a
leggerlo? Ero distrutta!
M.C.: Tu devi leggerlo perchè
penso tu possa capire molte più
cose.
P.H.: Io l'ho aperto per leggere
la dedica.
M.C.: Ho capito, sto scherzando!
P.H.: Lo so ma mi sento in
colpa.
M.C.: Quando mi hanno prelevato
la prima volta, quando mi hanno
rapito, mi hanno portato in una
base nel sottosuolo amazzonico.
Una base sotterranea che hanno
in Amazzonia. La seconda volta
che mi hanno rapito, che mi
hanno portato via, io ho avuto
il coraggio, pur tremante, di
chiedere di fare una fotografia
e loro mi hanno risposto di sì
(anche se con loro parlare era
superfluo, visto che erano in
grado di leggere direttamente
nella mia coscienza; non avevo
neanche il tempo di formulare un
pensiero che loro già sapevano
cosa avrei detto). La
comunicazione avveniva così,
immediata.
P.H.: Che bello.
M.C.: Non si può parlare neanche
di telepatia, è quasi una
connessione simultanea. La loro
mente era nella mia e
probabilmente il mio cervello
era tutto in balìa del loro
potere. Quindi questa
trasmissione è immediata, nel
momento in cui sto riflettendo e
dico:" adesso chiedo...adesso
chiedo..." mi hanno risposto di
sì immediatamente. Ho sentito il
sì, non so se riesco a
spiegarmi.
P.H.: Sì, posso interrompere un
momento? Tu oggi sei molto
diverso da ieri. Oggi sei
arrivato subito al sodo sulla
tua esperienza; in una maniera
così bella...così incisiva,
netta...cercherò di fare un buon
lavoro.
M.C.: Stai tranquilla, sai che
la parola è comunque energia.
Stai tranquilla.
P.H.: Io sono molto emozionata
ed è molto importante che io sia
fedele alla tua esposizione. E'
importante che il messaggio
arrivi integro a quelle persone
che ne hanno bisogno.
M.C.: Scusa se ti interrompo,
sai perchè tu hai percepito la
mia diversità oggi? Perchè io
sono più in sintonia.
P.H.: Sto pensando chi c'è
dentro di te. Ieri eri così
diverso.
M.C.: Se vuoi continuiamo dal
momento in cui ho chiesto di
fare queste foto per questo mio
bisogno personale.
P.H.: Sì.
M-C.: E mi è stato dato questo
permesso. Dopo che ho
fotografato ero contentissimo
perchè il mio pensiero era:"
Adesso sì che quando..." Era un
pensiero istantaneo. Capita a
tutti di pensare un discorso
intero in pochi istanti e io
sapevo già che quelle foto ora
avrei potuto mostrarle ad altri
e quindi farmi credere. Mi
sarebbero servite anche come
aiuto per convincere altri che
stavo vivendo un'esperienza
reale... ma, subito dopo aver
fatto questi scatti mi fu
comunicato, sempre in maniera
istantanea, che dovevo tenere le
fotografie per 10 anni senza
farle vedere a nessuno e, quando
mi capitava -e mi è capitato
diverse volte- di discutere con
delle persone, parlare con delle
persone, sentire lo scetticismo,
sto parlando di 20...dall'81
quanto tempo è passato? Sono un
po' di anni... Allora c'era più
scetticismo..Oggi sembra che
l'umanità si sia aperta un po'
di più....Dicevo, quando mi
trovavo in mezzo a questi
contrasti il mio pensiero era:"
Ora vado di là, prendo le foto
e..." Ma poi mi costringevo a
non farlo. Ho obbedito per 10
anni, quindi il rapporto che ho
con le foto non è mai stato
improntato alla necessità di
usarle come testimonianza della
mia esperienza. Mi importava di
più raccontare, lasciare che poi
le persone analizzassero le mie
parole e che qualcosa, in quelle
parole giungesse alla coscienza
dell'individuo. Bastava che ci
credesse oppure no. Quello che
ho vissuto e che sto vivendo non
me lo può togliere nessuno,
quindi le foto per me non
rappresentano una testimonianza,
un avallo alla mia esperienza.
L.P.: Gli ufologi non perdonano
ai testimoni il fatto che essi
si trovino a vivere esperienze
che loro inseguono. Secondo me è
questo, nel senso che, se tu
studi una certa materia è perchè
ne sei affascinato, altrimenti
fai altro. Io non faccio cucina
perchè non mi interessa. Io, da
esterna, a volte provo un po' di
invidia perchè, comunque, riesco
a sentire certe cose, anche se
sono nata da una famiglia di
"cicapini" per cui ho sofferto
quel che ho sofferto... scettici
in maniera assoluta...però,
quando sento...ho anche degli
amici che hanno vissuto delle
esperienze...
P.H.: Cosa vuol dire "cicapini"?
L.P.: Il CICAP di Piero Angela.
Per cui vivi dall'esterno; senti
che c'è qualcosa d'altro perchè
io sono nata sapendo che esiste
un'altra realtà, per me era
normale: Quando uno nasce lo sa,
poi ti fanno il lavaggio del
cervello e tu lo metti da parte.
Poi, quando sei più maturo,
dici:" No, adesso lo tiro fuori
perchè mi avete stufato". Molti
ufologi non accettano che gli
altri vivano le cose che loro
studiano dall'esterno... Magari
ci sono dentro ma non se ne
rendono conto. Io sono stata in
gruppi di ricerca ufologici dove
avevano dei testimoni, ragazzi
che sono amici miei, su cui non
dubiterei mai anche se non mi
hanno mai fatto vedere una foto.
Ma loro li prendevano in giro.
Allora la domanda è:" Ma cosa ci
stai a fare qui?" E' vero che ci
sono degli imbroglioni, ma
esistono anche in politica,
nell'ambientalismo, li trovi in
qualsiasi ambito.
M.C.: Il mio cruccio,
ultimamentre, da un po' di tempo
è anche il cruccio da
parte.....................................
(trascrizione interrotta)
LATO B LAVINIA
M.C.: Ieri sera abbiamo
parlato...Ti ho detto che quasi
aborro le persone che si creano
dei contatti attraverso i
canali.
P.H.:Il channelling.
M.C.:Perche, in realtà, anche se
è vero che tutti siamo
canalizzatori, che tutti
possiamo percepire, ricevere, è
altrettanto vero che il nostro
cervello elabora questi dati, li
trasforma e li inquina. Oggi
abbiamo una grande mole di
materiale e di concetti espressi
anche in molti dubbi...un oceano
di confusione creata anche da
tutto il gran parlare che si fa
di Grigi, Rettiliani etc...E'
molto semplice, non c'è da aver
timore, non c'è da aver paura.
Non c'è da scegliere se ci sono
i buoni o cattivi. E' molto
semplice. Noi siamo comunque
proprietà di esseri che giungono
da altrove. .
P.H.: Mio Dio, che parola! Non
ha un significato troppo
negativo? Invece che "di
proprietà" non possiamo dire che
"siamo imparentati con"?
M.C.: Noi siamo loro proprietà e
lo abbiamo sempre saputo, solo
che il nostro orgoglio,
l'orgoglio dell'individuo e
della razza umana è così grande
da sottovalutare questa verità
assoluta.
P.H.: Definisci proprietà.
M.C.: Quando diciamo che siamo
figli di Dio, che Dio è il
nostro creatore, non siamo forse
proprietà di questo Dio? Non
siamo forse creature del
Creatore? Apparteniamo ad un
Creatore quindi siamo sempre
stati proprietà di qualcun
altro. Secondo le religioni i
nostri giorni sono sempre legati
alla volontà del Creatore.
Questo lo accettiamo, lo diamo
per scontato, non ci riflettiamo
perchè è scontato, solo che noi
abbiamo reso questo Creatore a
nostra immagine e somiglianza.
Lo abbiamo fatto così come ci
conveniva. Noi preghiamo Dio
quando ci serve qualcosa e non
ci ricordiamo di Lui quando
stiamo in buona salute e ci
facciamo i fatti nostri. Questa
è l'astuzia dell'essere umano.
Oggi è tempo di uscire da questi
parametri. Oggi abbiamo una
grande speranza, in tanta
distruzione, in tanta
desolazione c'è una speranza ma
essa passa attraverso la volontà
individuale.Dobbiamo cambiarci,
dobbiamo guardare oltre quella
finestra, dobbiamo essere leali
con noi stessi, dobbiamo
assumere le nostre
responsabilità. Questo è un
processo difficile ed è tanto
più difficile perchè lo abbiamo
rifiutato per molto tempo. Il
mio non è un discorso mistico,
non è un discorso religioso, è
un discorso reale però non parla
all'intelligenza dell'individuo,
vuole solo toccare la coscienza,
vuole aiutare soltanto a far
riflettere così come io ho
riflettuto, così come mi hanno
imposto di riflettere.
Solo questo è quello che posso
fare e non mi interessa
convincere che la mia esperienza
è reale; anche se ho tanto
materiale, li ho fotografati, ho
dei messaggi, e ho la loro voce,
tutto questo non mi interessa
perchè arriva al cervello e non
al cuore.
P.H.: Io affermo sempre che
l'uomo rifiuta il fatto che non
siamo soli per sfuggire
all'enorme responsabilità che
ciò comporta..
M.C.: Questo è l'unico pezzo del
biglietto.
P.H.: Un enorme prezzo perchè ti
sfascia la vita!
M.C.:Non ti sfascia la vita.
P.H.: Però ti portano a
spogliarti di tutto, strato dopo
strato.
M.C.: E' quello che hanno fatto
con me.
P.H.: La gente preferisce
guardare la partita.
M.C.: Non possiamo farci nulla,
è una scelta individuale.
Comunque, tornando a poc'anzi,
c'è tanta confusione attraverso
questi vari messaggi, queste
comunicazioni, perchè nella
realtà è semplice: noi siamo
comunque proprietà di qualcuno
che viene da altrove. Siamo
stati importati e la vita è
stata creata. Noi apparteniamo
ad un processo di miglioramento
perchè, così come siamo venuti
dalle stelle, così dobbiamo
tornare alle stelle,o, almeno,
alla coscienza stellare. Questo
è un discorso importante ma è un
processo che passa attraverso
l'individuo, quindi è
un'accettazione individuale,
un'accettazione dei propri
limiti. Anche la propria
responsabilità è necessaria..
Non possiamo demandare ad altri
le nostre responsabilità e
continuare a farci trasportare.
La maggior parte dell'umanità si
è lasciata trasportare,
lamentandosi quando i punti in
cui si arrivava erano negativi.
Noi abbiamo bisogno di una
religione che ci guidi a livello
spirituale e la religione ci
ottenebra la mente; l'uomo si
abitua a non pensare perchè è
tutto già preparato, già pronto,
già detto: c'è un Paradiso, c'è
un Inferno, c'è un
Purgatorio....tu devi fare
questo e questo per meritartelo
oppure non devi fare questo e
quest'altro...se lo fai poi c'è
anche la Santa Inquisizione che
non è terminata ancora. E' un
po' come la democrazia: noi
viviamo in democrazia ma il
fascismo, la dittatura, non sono
finiti; hanno solo cambiato
aspetto.Quando hanno visto che
gli individui e la collettività
stavano pensando e stavano
alzando la testa hanno
escogitato la strategia di non
sottometterli con la forza, cosa
che non funzionava più, ma di
sottometterli con l'astuzia.
Così ci hanno dato la
democrazia, la libertà, ma tu
sai benisssimo che non siamo
liberi di pensare, soprattutto
di dire oltre che fare tutte le
nostre cose. Il 70% , forse sono
pessimista, dell'umanità pensa
solo con la televisione. .
Alcune persone che conoscevo,
gente che, quando avevo
accennato alla mia esperienza e
ad altre simili aveva alzato le
spalle dicendo " ma no, non è
possibile" si sono ricredute e
sono tornate da me tutte
contente dicendo:" Ma sai che
quello che mi dicevi l'ho
sentito in televisione?" La
televisione li ha convinti,
capisci? Perchè se lo dice la
televisione vuol dire che è
vero. La prima volta che mi sono
arrischiato ad andare ad una
intervista televisiva io mi sono
conquistato tutta Vercelli.
Tutti mi volevano bene, ma non
perchè avessi raccontato cose
interessanti (forse non avevano
neanche capito di cosa parlavo),
erano tutti con me solo perchè
ero stato in televisione.
L.P.: Erano autorizzati a
crederti.
M.C.: A credermi, capisci? Molti
non avevano neanche capito:" Ti
ho visto in televisione, che
bravo! Ma ho acceso un po'
tardi, non ho capito cosa stavi
dicendo." L'importante è che
stavo in televisione, Capisci?
Forse ho perso un po' di tempo
parlando a ruota libera, vi
faccio vedere delle foto.
SECONDA CASSETTA: MAURIZIO
CAVALLO LATO A
P.H. Per quale ragione avviene
il cambiamento di frequenza? Non
mi parlare di catastrofi. Con le
grandi disgrazie (Tsunami, le
Torri gemelle) tutto il mondo
diventa più buono.
M.C.: E' sempre stato così. Dopo
il Diluvio Universale tutto il
mondo è diventato buono, dopo la
guerra è diventato buono!
La frequenza è la partecipazione
cosciente ad una programmazione
cioè, una persona ti ascolta e
non sta ascoltando te, quello
che dici, ma sta facendo suo
quello che possiede dentro
perchè non puoi dare ad altri
quello che non posseggono già,
puoi solo risvegliarlo.
P.H.:Questo è il nòcciolo.
M.C.: Io non posso convincere
con le fotografie, portando le
prove, io devo solo parlare
dicendo della mia esperienza. Se
qualcosa è già dentro la persona
che ascolta, è presente un seme
che le mie parole possono far
germogliare.
P.H.: Quante persone pensi he
siano pronte a ricevere l'acqua?
M.C.: Troppo poche. E' anche per
questo che da parte Loro, da
parte di quelli provenienti da
altre sfere, dagli
extraterrestri o non so come
preferisci chiamarli, negli
ultimi tempi, e tu che sei
nell'ambiente lo sai già, c'è
stata un'amplificazione nei
rapimenti, anche se ultimamente
sembra che non se ne parli più.
Tale amplificazione avviene
perchè hanno tentato, stanno
tentando di selezionare, di
innescare un processo di
apertura alla nuova genetica su
molte più persone.
P.H.: Quando parliamo di
rapimenti stiamo parlando di
diverse razze?
M.C.: Certo! I Grigi, per mia
esperienza personale, non ti
fanno male. Il trauma, il male,
sei tu stesso che lo provochi.
Vedi, neanche nel mio rapimento
qualcuno in realtà mi ha fatto
del male, eppure la mia vita è
cambiata in maniera drammatica.
Come ti dicevo prima, sono stato
alle soglie del suicidio ma ero
io che mi facevo del male, o
meglio, era la mia condizione
umana di rifiuto verso una
realtà che mi procurava del
male. I Grigi in molti casi sono
soltanto gli esecutori di un
programma.
P.H.: I Grigi, in particolare,
come diceva il Colonnello Corso,
sono una razza clonata.
M.C.: Sono d'accordo, sono un
tipo di automi.
P.H.: Non hanno l'anima e il
Col. Corso mi diceva che al
Pentagono temevano che i loro
creatori fossero la razza umana
proveniente dal futuro. Noi dal
futuro stiamo cercando di
evitare una catastrofe di
origine nucleare. I grandi
avvistamenti infatti sono
avvenuti a White Sands quando
abbiamo giocato con la Bomba
Atomica.
Il tempo non esiste, noi dal
futuro dobbiamo cambiare gli
eventi del presente che
accadranno in un prossimo futuro
per evitare gravi mutazioni
genetiche. Se questo fosse vero
abbiamo una grande
responsabilità, cioè quella di
cambiare quel preciso evento per
evitare la catastrofe. E' tutto
legato allo spazio-tempo.
M.C.: Non è solo questo, tu sai
benissimo che non è solo questo,
anche se io condivido pienamente
quanto stai dicendo. Io sono
convinto che comunque il tempo
non esiste e che, in parte, una
grossa parte di questo
intervento alieno, nella storia
dell'umanità, sia condizionato
anche da noi stessi nel futuro
che torniamo nel passato. Ne
sono convinto.
P.H.: Questo è difficile da
digerire per l'essere umano, per
la persona.
M-C.: E' difficile anche da
concepire.
P.H.: Sì, io lo concepisco solo
perchè ho conosciuto un
microbiologo, Dan Burish, un
genio che il governo americano
ha preso per effettuare un
prelievo cellulare su di un
Grigio nell'Area 51. Questo
Grigio, chiamato J-Rod, aveva
una famiglia, una moglie e un
figlio e si è prestato per lo
studio del DNA in quanto lui era
una mutazione dell'umano del
futuro a causa di un problema
nucleare.Dan Burish io l'ho
visto due volte a Las Vegas e
non stava mentendo. Il governo
lo aveva avvertito di non
guardare nè toccare il Grigio
perchè avrebbe immediatamente
ricevuto delle immagini. Dan mi
spiegò che, quando entrò
nell'Area 51, nella zona
sterile...
M.C.: Sono viaggiatori nel
tempo, viaggiatori temporali e
usano i loro veicoli per farlo.
E' naturale perchè lo spazio e
il tempo coesistono e, nel
momento in cui si forma o si
cerca di modificare il tempo, si
crea o si modifica anche lo
spazio. E' chiaro questo, spazio
e tempo sono correlati, senza
spazio non potrebbe esserci il
tempo, senza il tempo non può
esserci lo spazio. Sono due
entità che nascono
dall'illusione perchè, in
realtà, il tempo non esiste e
non esiste neppure lo spazio.
Noi abbiamo l'infinito come
misura dello spazio ed eternità
come misura del tempo. Tra
eternità ed infinito creiamo,
attraverso la psiche, attraverso
la falsa visione della realtà,
creiamo lo spazio ed il tempo.
Immagini atemporali che
coesistono. Per me sono sempre
stati viaggiatori nel tempo.
P.H.:Anche il Col. Corso li
definiva viaggiatori nel tempo.
M.C. Una volta mi hanno spiegato
che, se noi viaggiassimo alla
velocità della luce e volessimo
dirigere una nostra astronave
verso un pianeta distante,
diciamo, cinque anni luce, non
riusciremmo mai a raggiungerlo
perchè quel pianeta che ci
appare a cinque anni luce non è
realmente li, ma si tratta di
una distorsione
spazio-temporale. Se noi
viaggiamo nello spazio non
raggiungeremo mai un pianeta
posto nel tempo.
P.H.: Questo è difficile, poveri
scienziati che stanno studiando
come raggiungere Marte! A parte
che siamo già stati su Marte....
M.C.: Su Marte sì, perchè fa
parte del nostro spazio-tempo.
Marte, Venere... io parlo di
una...fuori dallo spazio-tempo
che ci compete, dove la nostra
realtà si chiude, la nostra
realtà finisce. All'esterno del
nostro spazio-tempo noi vediamo
una stella lontanissima, la
vediamo anche con gli occhi, ma
la scienza ci spiega che la luce
emanata da quella stella non
esiste più da qualche miliardo
di anni. Quindi noi per
raggiungere quel punto dovremmo
tornare indietro nel tempo. E'
questo il concetto di cui stavo
parlando. Quindi noi, se
usassimo un'astronave, anche
viaggiando alla velocità della
luce, non potremmo raggiungere
quella stella che oggi vediamo
con gli occhi perchè non si
trova nello spazio ma si trova
nel tempo.
E' un'equazione assai semplice e
diventa difficile per la
scienza. E' difficilissima per
la scienza perchè la scienza
continua a credere che
l'universo il cosmo, sia
sensibile, sia tattile, che sia
fisico, ma non lo è. Il cosmo è
un'emanazione psichica.
P.H.: E' difficile...io che sono
Toro con ascendente
Sagittario...ho i piedi per
terra.
M.C.; Ma illusione non vuol dire
che non esista, è un errore che
facciamo nella nostra mente.
Quando diciamo "illusione" il
nostro cervello trasmette subito
l'idea di un qualcosa che non
esite. "Illusione" non vuol dire
che non esiste. Illusione vuol
dire soltanto che quella cosa
non esiste così come la vedi.
Quindi non è che non esiste, tu
esisti, il tavolo esiste, lo
tocchiamo però è illusione.
Forse questo non è così come lo
vediamo...Se riuscissimo a
vederlo nella realtà forse
riusciremmo a vedere noi stessi
nella realtà e potrebbe essere
completamente diverso.
P.H.: Dimmi, qual'è lo scopo
degli extraterrestri? Vogliono
farci raggiungere una certa
potenzialità, vogliono salvarci
la vita, vogliono far sì che noi
si appartenga ad un qualche
gruppo cosmico...Vedo che hai la
foto di Ashtar Sheran...
M.C.: Sì, quella me l'ha
regalata Eugenio Siragusa.
P.H.: Lui dice che ha conosciuto
i Venusiani in tuta.....C'è una
confederazione...
M.C.: Sì, c'è una confederazione
dei mondi. Clarion fa parte di
questa confederazione, infatti
loro lavorano assieme ad altri
abitanti di altri pianeti e ad
altri abitatori di spazio-tempo
diverso.
P.H.: Dimmi, loro si combattono
tra loro?
M.C.: No
P.H.: Dimmi, ci sono i
malevoli...non mi piace la
parola...
M.C.: Ci sono i malevoli però,
tranne qualche errore (perchè
anche loro possono commettere
errori, non è che la loro
evoluzione sia perfetta, almeno
per quelli che conosco io),
tranne qualche problema che può
presentarsi come si è presentato
in passato, la confederazione
interstellare non permette che
alcuno di questi esseri malevoli
possa entrare in questo
spazio-tempo. Però a volte
entrano perchè sono entità
psichiche ed entrano attraverso
un richiamo del cervello umano.
P.H.: Hai mai incontrato quelli
malevoli?
M.C.: No
P.H.: Forse perchè tu non li
attiri, la tua vibrazione non li
attira.
M..C.: Forse perchè io non li
attiro, forse perchè c'è anche
una difesa da parte di quelli
che...siamo noi che li
attiriamo, capisci?
P.H.: Ci credo, credo che
dipenda da noi.
M.C.:L'unica possibilità, per
entità aliene, di penetrare in
questo spazio-tempo, soprattutto
in questo momento, è la psiche
umana.
P.H.: Un richiamo...un invito.
M.C.: Vedi, io, per esempio,
stavo dicendo, quando sei
arrivata, che non credo ai
contattisti se non dopo averli
sottoposti ad un vaglio molto
accurato. Bisogna andarci con le
pinze...mi fanno paura anche i
canalizzatori perchè...ecco,
quello potrebbe essere un
rischio perchè invitano, si
predispongono, capisci? E
accettano qualunque forma di...
P.H.: Il mondo del contattismo è
quello. Quando intervisto certe
persone mi sono resa conto che
loro vogliono la fama. E' come
se da piccoli non avessero avuto
sufficienti attenzioni e ora, da
contattisti, si atteggiano a
guru..
M.C.: Forse è un desiderio di
esprimersi, di raggiungere il
successo, la fama, di
realizzarsi in qualche modo, di
apparire, forse da piccoli hanno
subìto delle angherie e sono
passati inosservati...io
diffido...
P.H.:Per me è difficile
sapere...anche per quelli veri
come Billy Meier, che sono
andata a trovare in Svizzera, si
formano intorno dei culti, delle
persone così devote che
diventano la loro protezione o,
almeno, così credono. In realtà
diventa un gruppo che si
riunisce e che rovina il
contatto.
M.C.: Il gruppo, in realtà,
quando c'è qualcosa di vero nel
contatto, non difende il
contattista ma lo distrugge.
P.H.: Perchè gli dà meno
credibilità.
M.C.: Non solo questo; lo
distrugge anche a livello fisico
e psichico. Il gruppo è un
insieme di volontà completamente
diverse dalla volontà del
contattato. Ognuno del gruppo
sta intorno al contattato, nella
maggioranza dei casi, per fini
personali.
P.H.: Qualcosa che gli manca e
che spera di trovare lì.
M.C.: E quando il contattato o
il messaggio reale raggiunge i
vari componenti del gruppo, ogni
volta che passa attraverso la
bocca di uno del gruppo, perde
qualche cosa, si modifica. E
così quando il messaggio esce
fuori dal gruppo non è più
quello che era arrivato in
origine.
P.H.:E' come nel caso di Gesù
Cristo, no? Quello che aveva
detto era molto bello....
M.C.: Molte volte mi è stato
chiesto:" perchè non fai
un'associazione?" No, è una cosa
che disprezzo, ma non in senso
negativo. Io apprezzo molto la
libertà che in qualche modo
sento dentro di me e quindi
voglio, per prima cosa,
rispettare la libertà presente
in ogni individuo. Io non potrei
mai trascinare dietro di me
delle persone attraverso la mia
vicenda personale. Posso parlare
a queste persone, posso
raccontare la mia esperienza, ma
voglio che queste persone, poi,
si assumano le proprie
responsabilità come io mi sono
assunto le mie. Ognuno di noi è
libero. Il dono più grande della
vita, secondo me, è la libertà
che ogni individuo dovrebbe
sempre avere.
Io non posso, non voglio
condizionare nessuno. Quando
vedo una persona che, mio
malgrado si condiziona a causa
di quello che dico perchè ci
crede, per esempio, quando
ripeto queste cose e capita che
mi chiedano:"ma tu confermi che
nel 2012...?" io non confermo,
niente. Non si può vivere con
dei concetti che poi diventano
granitici; diventa una religione
e la religione, secondo me, è
una posizione della coscienza
che porta a mettere le proprie
responsabilità sulle spalle di
altri, come abbiamo detto prima,
Paola. Il cambiamento di
frequenza deve essere un
cambiamento individuale. Il
cambiamento di frequenza è un
processo salvifico. E' un
processo di trasformazione che
passa solamente attraverso la
responsabilità individuale. Sai
che non sono io a dire queste
cose, le ha dette Gesù Cristo.
Sai benissimo che Gesù Cristo ha
detto :"Chi non prende la
propria croce non potrà
seguirmi"... quindi il discorso
è che la responsabilità
personale, la volontà
personale...
P.H.: Ok, Gesù Cristo ha parlato
di amore, tante persone che
conosco dicono "Dio è
amore".....
M.C.: Dio non ha parlato di
amore, è la chiesa che ha
parlato di amore.
P.H.: Gesù Cristo ha detto :" Vi
dò due comandamenti: prima amate
Dio, poi amatevi l'un l'altro"
Se la gente si amasse non
farebbe più guerre, non ci
sarebbe più la
pedofilia....qual'è il messaggio
degli alieni sull'amore?
M.C.: L'amore è la legge del
cosmo. Il cosmo si basa sulla
legge dell'amore. L'amore è
equilibrio. Gesù non ha parlato
di amore, dell'amore che
intendiamo noi, Gesù ha parlato
di "amare" e amare vuol dire
entrare in equilibrio
frequenziale. E' trasmutare le
proprie frequenze nella legge
dinamica dell'amore che è la
legge creativa.
P.H.: E' curioso perchè ho
intervistato l'astronauta Edgar
Mitchell dell'Apollo 14 che ha
usato la stessa parola:
"equilibrio". Ha detto che il
mondo è squilibrato ed ha
aggiunto che, finchè non
raggiungerà l'equilibrio noi non
avremo nè pace nè
consapevolezza. Questa parola,
equilibrio, a me interessa...
M.C.: Per quello ti dico che è
una questione individuale.
L'equilibrio non può dartelo
nessuno se non sei tu stesso a
trovarlo. La responsabilità è
individuale. L'equilibrio può
essere portato attraverso la
sintonia, quello scambio di cui
parlavamo prima, quella sintonia
di frequenza.. Quindi io parlo,
ti racconto un'esperienza, tu
senti che questa esperienza ti
smuove qualcosa dentro ma quel
qualcosa devi averlo dentro
anche tu. Poi serve la volontà e
la determinazione perchè devi
essere tu a scegliere se vuoi
cambiare oppure no.
P.H.: Sì, e non puoi costringere
le persone a frequentare il
liceo quando sono ancora in
terza elementare.
M.C.: Non puoi neanche
costringere le persone a
frequentare la seconda
elementare; puoi solo suggerire,
spiegare alle persone che ci
sono delle classi e che è
conveniente frequentare queste
classi per un ampliamento della
coscienza, per una maggiore
saggezza, per conoscere...puoi
solo suggerirlo.
P.H.: Quando parli alle persone
tu parli così, è vero?
M.C.: Alcune volte sì, altre
no.Spesso devo usare esempi più
banali, più terra terra.
P.H.: Se parliamo a Firenze
dobbiamo spiegare la ragione del
perchè facciamo parte di una
cosa più grande.
M.C.: Sono d'accordo, io non ho
dubbi su di te, tutto quello che
mi chiederai io farò.
P.H.: Così mi metti in
imbarazzo...
M.C.: No, te lo dico per
sintonia. La vita mi ha
insegnato anche ad essere
attento e diffidente, a volte.
P.H.: La tua reputazione infatti
è questa ed io sono rimasta
molto sorpresa che tu
rispondessi alle e-mail e che
fossi così disponibile.
M.C.: No, è semplicemente che
non mi piace avere i riflettori.
Il palcoscenico non mi interessa
perchè io sono soddisfatto di
come sono. Posso avere tanti
difetti ma non ho la debolezza
di desiderare di pormi su di una
ribalta per ottenere
qualcosa di cui sono stato
carente... io mi basto. Ormai ho
imparato a vivere anche nella
solitudine. Mi piace la
solitudine e da solo ci sto
anche bene.
P.H.: La tua storia è così
concreta, così netta. C'è tanto
materiale ed è un peccato che
non ci sia qualcuno di molto
affidabile che possa realizzare
un documentario.
M.C.: Io potrei anche farlo ma,
come dici tu, ci vorrebbe
qualcuno di molto affidabile. Mi
hanno anche fatto delle
proposte. Qualcuno a Milano
voleva fare un documentario,
avrei dovuto mandare i filmati e
le fotografie...ma non mi sono
fidato. Con una persona di cui
mi fido...allora sì, si possono
fare tante cose perchè, come
dici tu, il materiale non manca.
NASTRO MUTO
M.C.: Solitamente hanno questi
due modi: una proiezione
direttamente nella tua mente e
ti risvegliano, come se tu
vivessi un ricordo di ieri. Può
essere un ricordo anche di molti
anni prima e tu lo vedi come se
fosse ieri. Ti ricordi, ti viene
alla mente ma è diverso dal
ricordo perchè tu lo vedi come
uno schermo mentale, vedi
proprio un'immagine, oppure ti
fanno vedere attraverso una
specie di monitor, non è un
monitor, naturalmente, però è
come se lo fosse e vedi delle
immagini che sono state...
P.H.: Tu sei entrato in una
stanza e c'era un monitor?
M.C.: Sì, esatto.
LATO B
P.H.: Non mi dire che vedi cosa
succederà nel 2012...?
M.C.: Che avrebbe procurato al
pianeta una lacerazione
programmatica. Sarebbe capitato
qualcosa di costruito che
avrebbe portato l'umanità
all'ultimo tratto della propria
follia, questo mi avevano detto.
E poi è successo che mi hanno
dato delle profezie:" leggi
Nostradamus" mi hanno detto,
"leggi questa e quell'altra
profezia...". Io le ho lette ma
non ci ho capito nulla. Però...
l'11 settembre era un sabato, mi
sembra di ricordare...
P.H.: Era venerdì.
M.C.: Era il giorno in cui era
venuta a trovarmi Florinda
Balli.
P.H.: La conosco molto bene, è
svizzera.
M.C.: Era venuta qui perchè ci
eravamo conosciuti a Lugano.
Aveva voluto un paio di articoli
da mettere nel suo sito e quel
giorno mi aveva chiesto se
c'erano delle novità nella
dimensione aliena e io le avevo
risposto:"mah...qualcosa
dovrebbe accadere..." Poi lei
prese il treno perchè doveva
tornare a Lugano e mi telefonò
dalla stazione dicendo che aveva
sentito la notizia per radio...
davano la notizia già nel
pomeriggio di venerdì. Solo in
quel momento io sono andato a
rileggere le profezie, i passi
profetici che mi avevano dato e
ho capito che Nostradamus
parlava dell'11 settembre.
P.H.: Secondo te siamo
abbastanza folli da creare un
problema nucleare?
M.C.: Sì, questo non bisogna
dirlo alla gente però è così.
P.H.: Sarà un incidente?
M.C.: Sarà un incidente voluto.
P.H.: Voluto...causerà
problemi...come facciamo?
Possiamo alterare lo
spazio-tempo per evitare... Io
non penso che tutto sia
predestinato.
M.C.: No, non è predestinato.
Non esiste il destino. Il
destino è il processo delle
nostre scelte. Non è detto che
io quando nasco devo fare per
forza determinate cose. Io posso
fare quelle cose ma posso farne
delle altre. Non è programmato,
le sorti dell'umanità non sono
predestinate.
P.H.:Io la penso come te...
allora, come si può evitare?
M.C.: Non si può evitare se ci
sono o ci saranno queste persone
che intenzionalmente vorranno
questo. Lo vorranno per i loro
fini, perchè odiano la vita e
non hanno frequenze d'amore.
P.H.: Allora questo vuol dire
distruzione completa della razza
umana?
M.C.: No, completa distruzione
no. Non ci sarà.
NASTRO MUTO
M.C.: Se mi proietto tra 20 o 30
anni dirò...Ma è difficile che
io tra venti o trent'anni...chi
lo sa... può darsi...ma... non è
detto che io sia qui presente a
vedere. Ecco, è già un errore
perchè abbiamo posto delle
limitazioni. Non riusciamo a
vederci come delle creature
immortali, perchè siamo infiniti
e fintanto che avremo queste
chiusure noi, realmente, saremo
dei mortali.
P.H.: Loro vivono per molti
anni?
M.C.: Loro vivono a lungo ma
lasciano il corpo fisico anche
loro. L'unica differenza tra noi
e loro è che loro hanno la
coscienza quando si
reincarnano.Quando creano un
corpo nuovo hanno la coscienza
che avevano all'inizio, mentre
noi la perdiamo. Loro sanno di
essere sempre quello che sono.
P.H.: Loro hanno una società
normale dove si accoppiano,
hanno dei figli?
M.C.: Su Clarion, sì.
P.H.: I figli sono partoriti
dalle donne?
M.C.: Loro hanno una gestazione
molto più corta, non sono 9
mesi. Mi hanno accennato a circa
3 mesi del nostro tempo e
crescono normalmente ma con
delle capacità diverse dalle
nostre. I bambini hanno tutta la
saggezza immagazzinata, tutta la
saggezza dell'intero popolo.
P.H.: Queste foto che mi hai
mostrato sono di Clarion?
M.C.: Quella bambina è di
Clarion.
P.H.: Anche le altre donne?
M.C.: Sì.
P.H.: Le donne aliene che sono
sulla terra, sono coscienti di
essere di Clarion?
M.C.: Sì, ci sono altre creature
che sono su piani astrali più
sottili, ma loro di Clarion
vivono in una materia diversa
dalla nostra. La loro densità
atomica è diversa dalla nostra.
Infatti devono rallentare il
dinamismo atomico per rendersi
visibili ai nostri occhi e per
potersi adattare alla vita sulla
Terra. Devono rallentare di
molto queste frequenze però,
tutto soomato, sono fatti di
carne ed ossa come noi.
P.H. : Io sono solo la portavoce
di chi ha avuto esperienze. La
mia missione e' quella di fare
un lavoro buono e di riportare
fedelmente quello che dicono i
testimoni, perche' alla gente
giunga la notizia senza aver
subito nessuna sorta di
alterazione.
M.C: Io ho sentito il dovere di
raccontare la mia esperienza
dopo 11 anni. Raccontare quello
che mi e' accaduto, che poteva
accadere anche agli altri, che
mi ha trasformato completamente,
nella vita, negli affetti,
interiormente, pero,' io dopo mi
sono pentito di averlo fatto
perche' ho incontrato..... e'
vero che ho incontrato della
gente aperta, della gente grande
e bella dentro. Della gente che
desiderava conoscere e che sta
cercando una verita ma, ho
trovato anche tanta cattiveria.
Ho trovato delle persone che
sono egoisticamente portate a
dei fini dagli interessi
personali e questo mi ha
disgustato. Ho incontrato anche
dei folli, dei pazzi veri. Due
mesi fa e' venuto qui, a casa
mia, dopo reiterate telefonate
una persona che quando e'
arrivata si e' presentata come
il comandante in capo della
flotta extraterrestre e, per
dimostrare che lui era un
extraterrestre mi ha fatto
vedere quello che per lui era il
raggio laser ed era una pila
tascabile, cinese, con i led
luminosi. Queste cose mi
angosciano...
P.H.: Posso chiederti in questi
casi come fai a mandarlo via?
M.C.: Io avevo intenzione di
invitarlo a pranzo perche' e'
mia abitudine , quando non
conosco una persona di averlo
come un amico, una persona cara
poi, quando ho visto realmente
di che persona si trattava,
allora con tutta la mia buona
volonta', ho dovuto inventarmi
un impegno improvviso. Io
detesto mentire, amo la
franchezza. Anche se sono brusco
a volte amo dire cio' che penso,
non sopporto piu' un mondo fatto
di menzogne eppure, in questi
casi ti devi proteggere. Era una
persona pericolosa.
P.H.: Ci sono queste persone che
ti vengono a trovare, poi ci
sono quelle che pensano che tu
sia un guru...... Come gestisci
quest'ultimo gruppo di persone?
M.C.: Io mi faccio odiare da
quelle persone nel senso che
loro credono che io possa dare
qualche cosa, qualche
insegnamento. io sono sempre
stato molto chiaro io dico loro
che non sono un maestro, non
posso insegnare nulla se non la
mia esperienza. Se dalla mia
esperienza potete trarre qualche
insegnamento, io sono contento
pero', non posso insegnare nulla
perche' io sto ancora imparando.
Ecco, in quel momento hai una
reazione da parte di quelle
persone che a volte e'
distruttiva perche' si sentono
traditi. E' come se tu non
volessi dare loroqualche cosa
che gli appartenga che sia di
loro diritto.
Io sono una persona che da
quando nell'81 ho avuto questa
esperienza che mi ha cambiato,
sono diventato una persona che
puo' essere amata o odiata.
P.H.: Nell'81 eri sposato? avevi
dei figli?
M.C: Si, ero sposato e avevo due
figli. La bambina aveva 7 anni
ed il bimbo 4
P.H.: questo e' accaduto tutto
all'improvviso?
M.C: si, io avevo avuto delle
esperienze come tutti quanti.
Avevo visto delle luci in cielo
pero', quella notte, la notte
del rapimento e' caduta su di me
all'improvviso. non mi aspettavo
una cosa del genere e, da quel
momento e' cambiato tutto
quanto.
P.H.: Ho notato che hai usato la
parola rapito. Lo chiami un
rapimento o un contatto
M.C.: Lo chiamo rapimento
P.H.: Perche' e' avvenuto contro
la tua volonta'?
M.C.: Si, io non volevo, mi
hanno costretto. Ero in casa.
Nel libro c'e' tutta la storia,
tutti i momenti drammatici che
ho vissuto. Io ero in casa ed ho
avvertito.... cominciavo a stare
male
fisicamente, mi sentivo
febbricitante e quindi in
maniera improvvisa ho sentito
una voce dentro di me. un ordine
imperiosp che mi induceva a
recarmi fuori, a ritornare sulle
colline del Monferrato sulle
quali eravamo stati la sera
prima con degli amici a fare un
passeggiata. La sera precedente
eravamo usciti con degli amici
dopo la cena in una pizzeria
eravamo andati a fare un giro
sulle colline del Monferrato a
18 km da Vercelli. Siamo scesi
dall'auto a passeggiare e mentre
eravamo li, e' apparso nel cielo
un globo luminoso, di
fuoco.Questo globo si e'
abbassato dietro a degli alberi
e sembrava fosse atterrato e
allora noi, tutti quanti presi
dall'eccitazione siamo andati a
vedere che cosa era successo.
Naturalmente era notte, era
buio, la zona era difficoltosa
con rocce e rovi quindi, abbiamo
desistito da questo proposito e
ognuno e' tornato a casa
propria. Da quando io sono
tornato a casa, ho cominciato a
sentirmi male. Avevo caldo,
avevo freddo, avevo la febbre,
in un primo momento avevo
pensato che tutto cio' poteva
addebitarsi ad una cattiva
digestione a qualcosa che avevo
mangiato e che mi aveva fatto
male. Non riuscivo a dormire e
poi ho sentito questa voce che
mi compenetrava e mi induceva a
riprendere l'auto e a tornare
sulle colline. Ed io in quel
momento ho cominciato una lotta
titanica, una lotta incredibile.
Ho cercato di svegliare mia
moglie per dirle che stavo male
e che sentivo il bisogno di
uscire. Mia moglie continuava a
dormire come se fosse stata
drogata. Nel libro, racconto nei
dettagli un'esperienza
particolarmente strana, e' come
se la mii abitazione, casa mia,
fosse stata chiusa da un qualche
cosa...... non so come
definirlo, sembrava quasi di
essere congelati. Non so se il
termine e' giusto. Infatti io
vado in bagno, prendo dell'acqua
da bere, poi mi scivola il
bicchiere dalle mani e questo
bicchiere cade, va verso il
pavimento in maniera lentissima
P.H.: Perche' si ferma il tempo?
M.C.: Essendo un sabato sera,
fuori c'era il via vai di un
giorno di festa. All'interno di
casa non si avvertivano i
rumori. Quando il bicchiere cade
per terra ed esaplode in mille
frantumi, io non odo il rumore.
Era tutto quanto cristallizzato.
Era come se il tempo avesse
rallentato. Quindi per me e' un
rapimento perche' io non volevo
andare. Piu' io opponevo
resistenza, piu' nel mio
cervello arrivava un dolore
lancinante nella mia testa il
malessere cresceva. Mi accorgo
di questo che man mano decido di
prendere l'auto e ritornare
verso le colline, mentre andavo
il malessere si attenuava. Se
invece pensavo di voler tornare
a casa, il malessere riprendeva
forte e piu' di prima.
quindi e' una costrizione, per
me e' stato un rapimento. Se mi
avessero detto di andare in quel
posto, io non ci sarei andato.
P.H.: Ieri questa ti sembrava
un'esperienza ostile. Oggi nel
2007?
M:C.: No, Anche nel libro dico
che coloro che furono i miei
carcerieri, li definisco
violentatori, li definisco
rapitori. coloro che mi rapirono
e mi tennero prigioniero sono
stati narrati come coloro che mi
hanno donato la liberta'
P:H: Ti hanno fatto vedere una
certa verita'
M:C:: Mi hanno fatto vedere che
il cosmo non e' quello che
crediamo, che la vita non e'
quella che viviamo, che tutto
cio' che crediamo essere vero e'
soltanto una mera illusione.
Mi hanno fatto affacciare ad una
finestra sul cosmo, mi hanno
portato ai limiti della follia,
hanno distrutto il Maurizio che
c'era, Maurizio che c'era prima
non c'e' piu', lo hanno
lapidato, lo hanno scorticato
pero' mi hanno concesso di
vedere oltre, oltre i confini
della realta', di quella che noi
definiamo realta'. Mi hanno
fatto un grande dono, mi hanno
donato la liberta'.
P.H.: Ad un prezzo molto
alto....
M.C.: Ad un prezzo molto alto.
Vedi, quello che dico alle
persone quando mi chiedono,
quando capisco che queste
persone vogliono qualche cosa
perche' credono che io possa
essere un maestro, quello che
dico e' che io non possiedo la
verita' ma, la mia verita' mi
appartiene completamente e mi
rammarica, mi spiace che questa
verita' che mi appartiene, che
e' ormai in me radicata sia
manipolata perche' non tutti
possono capire .
P.H.: Certo, siamo sul pianeta
terra, siamo umani siamo una
specie particolare, stiamo
crescendo, tu stai cercando di
portare l'individuo dalla terza
elementare direttamente al liceo
ma non si possono saltare
classi, a te e' successo, loro
lo hanno fatto....
M.C.: Si ma forse c'era gia' una
preparazione.
P.H.: Proprio questo volevo
chiederti....
M.C.: Si, perche' poi io ho
capito, tutto cio' non accade
per caso. Mia madre era stata
rapita.
P.H.: Come l'hai saputo?
M.C.: Mi hanno fatto vedere le
immagini, noi potremmo definirle
come immagini registrate. Mi
hanno fatto vedere queste
immagini in un monolito, in una
piramide rosso rubino che
fungeva come uno schermo. Mi
hanno fatto vedere l'immagine di
una ragazza che camminava in un
cimitero, Io in un primo momento
non l'avevo riconosciuta e mi
hanno detto: " non potevi
conoscerla. E' tua madre quando
era ragazza, anche lei ha
conosciuto i segreti delle
stelle." Quindi c'e' una
programmazione.
P.H.: Tua madre te ne ha mai
parlato? Ti ha mai chiesto
nulla?
M:C.: Mia madre e' morta quando
avevo tredici anni. Con mia
madre ho avuto sempre un
rapporto particolare, un
rapporto intenso. Io e mia madre
non avevamo bisogno di parlare.
Lei mi guardava ed io capivo. Io
la guardavo e lei capiva. Non
ricordo dei discorsi, dei
ragionamenti con mia madre, so
che il nostro rapporto era un
rapporto completo. Quando mori'
io senti' molto la sua mancanza.
non soffri' molto. Non ebbi la
sofferenza viva che si prova
nella psiche, che si prova nella
carne, ero sereno perche' io
sapevo. Nove mesi prima io seppi
che lei sarebbe morta.
P:H.: Come e' morta?
M:C.: Aveva avuto dei cali di
pressione. Il medico aveva
diagnosticato invece il
contrario, aveva capito, forse
un errore, che aveva la
pressione alta e diede dei
farmaci per abbassarla. Mia
madre fiduciosa li assunse, da
quel momento in poi
probabilmente il muscolo
cardiaco e' stato inficiato e ha
dovuto poi essere ricoverata con
disfunzioni cardiache molto
gravi.
Nove mesi prima, nel momento in
cui mia madre entro' in ospedale
io sapevo che sarebbe morta. Ne
avevo la certezza e aspettavo
quel momento con serenita'.
Avevo la certezza che comunque
non mi sarei mai staccato da mia
madre. Naturalmente in quel
periodo avevo tredici anni, io
credevo in Dio, il Dio dei
cattolici e quindi da ragazzo
quale ero io pregavo per mia
madre, pregavo questo Dio di
farla vivere e di guarirla. Nel
momento in cui mia madre mori'
io mi arrabbiai molto con Dio
perche' allora pensavo che Dio
dovesse ascoltare tutte le
nostre preghiere. Da quel
nmomento in poi dissi:" Tu non
esisti, tu non ci sei perche'
non mi hai ascoltato." Poi col
passare del tempo e attraverso
questa esperienza vissuta nell'
81 ho cominciato a riflettere e
a pensare in maniera diversa. Ho
capito che esiste una mente
divina che e' totalmente diversa
dall'immagine alla quale
normalmente siamo abituati.
Esiste una mente divina ma non
tutte le nostre preghiere
possono essere ascoltate perche'
esistono dei programmi e la vita
e la morte sono soltanto delle
radici di questo programma.
Quindi con mia madre come ti
stavo dicendo ho sempre avuto un
rapporto di intesa perfetta.
Quella notte mi fecero vedere
mia madre ragazza
P.H.: Ti hanno mai fatto vedere
tua madre viva?
M.C.: Si, l'ho incontrata.
P.H.: So che ti hanno portato su
Clarion. L'hai incontrata sulla
Terra o su Clarion?
M:C.: L'ho vista in casa. Una
sera mi dissero che avrei
ricevuto una visita che mi
avrebbe fatto piacere. In un
primo tempo pensavo di sognare
perche' ero a letto, stavo
dormendo e poi invece mi accorsi
che non stavo assolutamente
dormendo ma che ero sveglio.
Avevo visto mia madre ma non
cosi' come l'avevo conosciuta in
vita sulla terra, non aveva le
stesse sembianze. Sapevo che era
mia madre ma non aveva lo stesso
aspetto.
P.H.: Com'era?
M.C.: Era molto piu' giovane.
Non abbiamo parlato, non mi ha
detto nulla ma mi ha fatto un
cenno che era tipico, un cenno
con la mano che mia madre faceva
solo con me. Mi ha sorriso e
basta.
P.H.: Questo sembrava un sogno?
M.C.: No, in un primo momento mi
sembrava un sogno perche' ero a
letto poi, mi sono accorto che
non era un sogno infatti mi sono
alzato da letto, stavo per
andarle incontro e lei mi ha
fermato, mi ha sorriso, mi ha
fatto questo cenno che io
riconoscevo essere un cenno
abituale. Mia madre quando noi
da piccoli andavamo a letto per
salutarci, per darci la buona
notte ci faceva un cenno con la
mano e mi ha fatto lo stesso
cenno. Io in quel momento, prima
che finisse tutto cio', ho
sentito dentro che dovevo
rimettermi a letto e
addormentarmi. Ti assicuro che
non e' stato un sogno.
P.H.: Gli abitanti di Clarion
sono di carne e ossa? Li hai mai
incontrati per strada?
M.C.: Li ho incontrati al
supermercato.
P:H.: Facevano spesa?
M:C.: No, dovevamo
incontrarci.....
la gente non deve credere a
quello che io racconto, devono
solo riflettere su quello che
racconto e magari riflettere se
tutto cio' che ho raccontato
puo' essere reale puo' essere
vero e se la loro coscienza gli
fa intuire che potrebbe essere
reale, di interrogarsi sino al
punto, se e' possibile, di
raggiungere un interrogativo: se
non siamo soli.
Le foto non sono una prova anche
perche' io non le divulgo Ho
foto di ufo, di alieni. Questa
e' la foto di Suell, racconto di
lui nel libro.
P:H.: Potrebbe camminare tra
noi!
M.C.: Cammina tra noi, io l'ho
incontrato in una grande citta'
di cui non posso fare il nome.
Mi ha dato un cartoncino nero e
questo cartoncino mi dava degli
impulsi, mi suggeriva di fare o
di non fare determinate cose. Io
ad un certo punto so che devo
andare a prendere il treno per
recarmi in una citta' dove
incontrero' qualcuno di loro.
Durante il viaggio io mi chiedo:
"Ma come mai devo prendere il
treno per andare in questa
citta' se altre volte quando
loro hanno voluto mi hanno
prelevato?" Forse e' una prova,
forse e' un meccanismo strano
che io non capisco. Quando io
arrivo in questa citta',
incontro tranquillamente questa
persona che avevo gia'
incontrato su una nave
magnetica, su un ufo.
P.H.: Dove era l'appuntamento?
M.C.: Sapevo di dover andare in
un bar e di aspettare. Poi sono
passate le ore. Passavano le ore
e non arrivava nessuno e
l'angoscia mi prendeva. Pensavo
fossi stato io ad inventarmi
questa cosa... Dopo un po' di
tempo, tanto tempo, arriva
tranquillo come un ragazzo
qualsiasi e mi dice."Ciao e'
tanto che aspettavi?" E tutto
nel libro.
P.H.: E' normale? Parla normale?
M.C.: Si, ha un appartamento,
lavora sulla terra
P.H.: Come fai a riconoscerli?
M.C.: Li riconosci
P.H.: Tu li riconosci
M.C.: Mi ha chiesto se avevo
notato qualche cosa di strano
nella cassiera del supermercato
ma a me non sembrava. Era una
bella ragazza ma non mi sembrava
di aver notato qualcosa di
strano. Poi ho riflettuto un
poco e ho detto :" Ma si,
qualcosa di strano c'era!" Aveva
un orecchino strano, sembrava un
mondo dentro un mondo. In quel
momento io non ci avevo fatto
caso, solo quando me ne hanno
parlato. Ci sono di loro che
vivono e lavorano qui sulla
terra.
P.H.: A quale scopo?
M.C.: Perche' devono influenzare
l'evoluzione di questo pianeta,
non condizionarlo, influenzarlo.
P.H.: Hanno DNA completamente
alieno o meta' aliena e meta'
umano?
M.C.: Ce ne sono alcuni che sono
totalmente alieni che sono
venuti qui gia' adulti.
Apparentemente hanno trenta ,
quarant'anni. Arrivano cosi'.
Loro non hanno problemi per
avere documenti ecc. e sono
proprio di DNA alieno
definiamoli cosi', poi ci sono
quelli che nascono qui che sono
alieni ma che prendono il corpo
con il DNA umano e quindi sono
ibridi.
P.H.: Pensi che il governo ne
sia a conoscenza?
M.C.: Non tutti, alcuni
P.H.: Le donne sembrano attrici
M.C.: Sono molto belle. Devi
notare una cosa particolare che
mi e' stata spiegata, queste
sono foto polaroid effettuate
senza lo sviluppo, c'e' sempre
un assorbimento della luce
perche' loro assorbono la luce
dell'atomo.
In uno degli ultimi contatti, in
una base che loro hanno in
profondita' nel mare, di fronte
alla citta' di
Genova......(visione di
foto)......Questa e' la foto di
quelli che un tempo nella Bibbia
venivano definiti Cherubini,
sono esseri astrali
P.H.: Sei incredibile! Riesci a
fare delle foto....
M.C.: no, affatto
M.C.: Guarda questa foto,
occorre molta luce..... c'e
un'astronave e si vedono delle
figure. Una di queste e' un
grigio di quelli alti almeno
cosi' li definiscono. Questo e'
un altro grigio ma di razza
ibrida , un innesto tra umani e
alieni
P.H.: Dove hai fatto questa
foto?
M.C.: Nella base:
P.H.: Come ti ci hanno portato?
M.C.: Fisicamente, l'anno
scorso.
P.H.: Come accadde?
M.C.: Ormai c'e' una simbiosi.
Intanto inizio ad avere uno
stato di estremo nervosismo,
incomincio ad avere anche
fastidio, sono molto teso ed
avverto delle induzioni e mi
lascio guidare da queste
induzioni. Quando sono molto
forti vado in determinati posti.
Arrivato in un determinato
posto, li incontro una persona
fisica che appartiene al mondo
alieno. Mi fa da guida e mi
porta in questa base.
P.H: Come ti hanno portato in
questa base?
M.C.: Con una barca
normalissima. Siamo partiti dal
porto, siamo andati in un punto
del mare e da quel momento in
poi il mare intorno a noi ha
cominciato a roteare. Io mi sono
spaventato, naturalmente,
perche' sembrava un ciclone e
siamo cominciati a scendere con
tutta la barca. Intorno mentre
scendevo io vedevo come una
parete di cristallo, l'acqua non
era piu' liquida, era solida. Le
pareti d'acqua erano solide.
Faceva come una specie di tunnel
e scendevamo giu' finche' ad un
certo punto si sono poi aperte
come dei raggi come se noi ci
trovassimo nel centro di una
ruota e c'erano dei raggi che
erano i corridoi di questa base
e da li siamo penetrati in
questa base che loro hanno sotto
il mare.
P.H.: Di che razza si tratta?
M.C.: Sono Clariani che
collaborano con un'altra razza
P.H.: Io intuisco che non sei un
turista, che hanno un programma
ben definito. Vogliono che tu
divulghi questa realta' cosi'
complessa, cosi' difficile da
digerire in maniera soft?
M.C.: E' molto probabile, ma
forse la cosa primaria e' che mi
stanno istruendo, questo lo
penso io e posso anche
sbagliarmi. Mi stanno istruendo,
quindi tutto quello che mi sta
accadendo, cio' che vedo che
vivo e che in parte serve a
portare ad altri in maniera soft
come tu hai detto, questa
realta', principalmente penso
che serva a me stesso.
Vedi Paola, noi crediamo di fare
delle scelte. A volte per noi e'
terribile capire, accettare che
abbiamo fatto delle scelte, che
abbiamo fatto delle cose
pensando di aver deciso noi,
invece a volte non e' cosi'. Se
potessi tornare indietro, non
potrei vivere in un'altra
maniera. Non ha mai avuto su di
me nessun fascino lo sport, il
calcio, ne' i miei hobby erano
la pesca, il lavoro, la
famiglia. Ho sempre creduto,
questo si, fin da ragazzo, che
gli altri mondi fossero abitati.
Ho sempre creduto che ci fossero
delle intelligenze viventi su
altri piani. Comunque avevo una
vita normale e improvvisamente
sono stato
scaraventato...........
M.C.: Loro quando camminano
scivolano, e' un effetto
straordinario.
P.H.: Anche per strada camminano
cosi'?
M.C.: No, per strada tu vedi la
persona normale, se fai
attenzione lo capisci da alcuni
indizi. Sono sempre delle
persone molto gentili, sono
delle persone che irraggiano
anche quando non parlano, un'
energia che ti fa star bene.
Sono persone che quando parlano
hanno la voce che puo' sembrarti
lievemente metallica, un po'
bassa ma a volte questo succede
perche' c'e' una specie di
traduttore immediato dal loro
linguaggio al nostro ma
probabilmente le loro corde
vocali danno questo tono un po'
piu' basso, piu' profondo. Hanno
le orecchie grandi, poi ci sono
gli occhi particolari che sono
soprattutto penetranti e hanno
questi modi gentili, affabili.
Ma soprattutto l'energia,
l'energia che senti..... Infatti
ti possono incutere paura per la
forte energia che emanano. Ti
senti a disagio
P.H.: Io nel mio ultimo libro ho
scrito molto riguardo a cio', su
come ci si deve comportare, per
non spaventarci al cospetto di
razze aliene prima di tutto
accettando le diversita' che
esistono tra le razze terrestri.
Tu sei stato cosi fortunateo.
Questo ti e successo nell'81.
Ora cerchiamo di capire, questo
non e' stato solo un contatto,
hai qualche previsione sul
futuro? Possiamo dare una
speranza alle persone?
M.C.: La speranza si, l'unica
speranza e' che la nostra
coscienza, la coscienza umana si
ponga su un piano diverso, si
ponga su un piano piu' evoluto.
P.H.: Non abbiamo piu' molto
tempo......
M.C.: Non abbiamo piu' temppo e
il compito diventa titanico. E'
un cambiamento di dinamismo piu'
che di consapevolezza e'
dinamismo. Il tempo per cambiare
il dinamismo c'e' perche' sono
due cose diverse. La
consapevolezza ha necessita' di
un lunghissimo tempo di
assimilazione. Tutto quello che
mi e' accaduto appartiene ad un
programma iniziato non so quanto
tempo fa. Quando mi fecero
vedere le immagini di una
fanciulla di una ragazza che poi
riconobbi e che non potevo
riconoscere subito perche' io
non ero ancora nato, riconobbi
come mia madre e mi dissero che
anche lei era stata toccata dai
signori delle stelle, allora
cominciai a comprendere che
tutto quanto faceva parte di un
programma. Molti di noi su
questo mondo inconsapevolmente
fanno parte di questo programma.
Anche individui, persone che a
volte dicono di non aver mai
visto nulla.
Noi vediamo in questa realta'
meccanica, io ho imparato a
vedere in una realta' magica.
Uso magia non nel senso negativo
solito, perche' l'universo e' in
effetti una creazione magica e
le dimensioni, la stessa
creazione che noi supponiamo
abbia i parametri fisici, non li
ha affatto. La materia e' solo
un illusione e' soltanto la
cristallizzazione del nostro
pensiero. Noi vediamo cio' che
abbiamo imparato a credere vero.
Quando l'uomo riuscira' ad
affacciarsi a questa finestra e
vedra' in realta' con occhi
nuovi, percepira' l'universo che
lo contiene, potra' impazzire o
evolversi, non ci sono
alternative.
PH.: Forse tutte e due le
cose......
M.C.: Io ho passato sia l'una
che l'altra. Io non credo di
essere superiore agli altri
pero' ho visto cose che gli
altri non hanno visto. Anzi
queste cose mi hanno insegnato
ad essere piu' umile e ogni
volta che rifletto su quanto mi
accade, su quanto mi e'
accaduto, su quanto potrebbe
ancora accadermi mi sento sempre
cosi' piccolo, cosi' solo e mi
chiedo ancora: Perche' io?
Fonte:
www.paolaharris.com
Vai al
sito di
Maurizio Cavallo! |